Prevenzione

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Per evitare di doversi sottoporre ad interventi più complessi volti a risolvere problematiche avanzate, la miglior soluzione è effettuare periodicamente visite di controllo. Questi appuntamenti hanno lo scopo di intercettare precocemente piccoli problemi da risolvere semplicemente e con procedure poco invasive. Tramite sistemi ingrandenti, telecamera endorale, radiografie digitali ad alta definizione sarà possibile inquadrare perfettamente la tua situazione.

-Ogni quanto si consiglia una visita di controllo?

E’ buona abitudine sottoporsi ad una visita di controllo anche in assenza di sintomi o fastidi ogni 6 mesi. Spesso i problemi a denti e gengive avanzano in maniera silente senza dare avvisaglie della loro presenza. Saltare le visite di controllo può voler dire lasciare avanzare questi problemi facendoli aggravare e accorgersi di essi solo quando si scatena il dolore. Così facendo la risoluzione del problema diventa non solo più impegnativa ma anche dispendiosa.

-Da che età è opportuno fare una visita ad un bambino?

Al fine di familiarizzare con l’ambiente dello studio cosicchè questo non diventi un luogo dove si va controvoglia e spaventati, è indicato portare i piccoli pazienti a visita già dai 4-5 anni, età in cui sono presenti ancora i denti da latte la cui salute va preservata per assicurare la buona salute anche dei denti permanenti. Successivamente dai 6 anni va seguita la corretta permuta dei denti da latte con quelli permanenti per accertarsi che questa avvenga correttamente. Generalmente questa si completa intorno ai 12-13 anni, epoca in cui se necessario è possibile eseguire un trattamento ortodontico.

-Quando è particolarmente indicato eseguire un controllo?

Se sono in programma viaggi, vacanze o periodi prolungati di assenza si consiglia, con un giusto anticipo, di eseguire una visita di controllo in modo da poter intercettare, ed eventualmente curare, condizioni che altrimenti potrebbero acutizzarsi in frangenti inopportuni.

-Come devo lavare i denti?

Per pulire efficacemente i nostri denti dobbiamo spazzolarne tutte le superfici con dei movimenti che allontanino la placca dalle gengive, in maniera non troppo energica e per un tempo di almeno 2/3 minuti. I denti vanno lavati tre volte al giorno, attendendo se possibile 30 minuti dopo la fine dei pasti. Gli spazzolini dopo l’uso vanno asciugati e conservati scoperti a testa in su. Passare il filo tra i denti aiuta a tenere pulite anche le superfici interdentali, non raggiungibili efficacemente con le setole dello spazzolino. L’uso di un collutorio antiplacca e senza alcool inoltre rende più lenta l’aggregazione dei batteri evitando problemi di disidratazione delle mucose che si riscontra con i prodotti a base alcolica.

-E se sono fuori casa o in viaggio?

Per i viaggi è opportuno trasportare lo spazzolino coperto, ma una volta arrivati a destinazione è bene pulirlo, asciugarlo e riporlo, senza coprirlo nuovamente, a testa in su. Se durante a giornata, per questioni lavorative o di studio non si ha l’opportunità di lavare i denti, si raccomanda di non tralasciare il successivo appuntamento con lo spazzolino per evitare che si depositi troppa placca sui denti.

-Quale dentifricio devo utilizzare?

In generale possono andare bene tutti i dentifrici contenuti fluoro. I Dentifrici che contrastano la trasmissione degli stimoli termini sono particolarmente indicati per i soggetti affetti da sensibilità dentale, anche se questa merita un approfondimento professionale se particolarmente acuta o insorta repentinamente. Alcuni dentifrici sono poi indicati in soggetti con predisposizione al sanguinamento gengivale aiutando a ridurne l’infiammazione anche se va ricordato che il ruolo fondamentale nell’asportazione della placca che è la causa di infiammazione e sanguinamento gengivale, è l’azione meccanica dello spazzolino. Sono sconsigliati i dentifrici sbiancanti ad azione abrasiva in quanto alla lunga causano abrasione del dente con conseguente sensibilizzazione e perdita di smalto.

-E’ consigliato l’utilizzo di un collutorio?

Certo! I collutori più utili in condizioni di buona salute sono quelli antiplacca, a base di oli e fenoli essenziali che aiutano a ridurre la formazione di placca, a patto che siano privi di alcool in quanto quest’ultimo causa disidratazione delle mucose orali. A queste condizioni è possibile usare un collutorio anche per periodi prolungati senza incorrere in spiacevoli effetti collaterali. Prodotti a base di clorexidina sono dedicati a soggetti con particolari esigenze e vanno utilizzati sotto indicazione e prescrizione professionale.

-Quale spazzolino è meglio usare?

Tra gli spazzolini manuali si consiglia l’utilizzo di quelli a setole medie, risultano infatti un buon compromesso tra quelli a setole dure, troppo aggressivi su denti e gengive, e quelli morbidi, che danno una scarsa sensazione di efficacia nella pulizia. Menzione a parte meritano gli spazzolini elettrici, la cui efficacia risulta nettamente maggiore per la frequenza di oscillazioni e i vari sistemi di controllo di eccessiva pressione sui denti.

-Ogni quanto va cambiato lo spazzolino?

Si consiglia di utilizzare lo spazzolino per massimo tre mesi, dopo i quali è opportuno cambiarlo per assicurarsi di non utilizzare delle setole sulle quali si siano accumulati batteri troppo a lungo. Quando lo spazzolino viene cambiato si deve fare caso allo stato delle setole: queste infatti devono essere in buono stato e non aperte. Qualora lo siano può voler dire che si è utilizzato lo spazzolino con eccessiva pressione, il che può provocare traumi a denti e gengive.